Eyja è una fiaba che racconta di un mondo in fin di vita, dove l'umanità è schiacciata dal potere dell'odio e della violenza: una violenza esasperata, messa in atto attraverso l'annullamento totale di ogni forma naturale preesistente, attraverso il controllo totalitario delle vite umane, in nome di una fame oscura, provata da esseri ingordi e altrettanto sinistri.
Eyja è la protagonista, ed è una ragazza giovane, con gli stessi sogni e le stesse paure di tante altre adolescenti, ma è anche "malata", malata di una strana malattia incurabile: la Civiltà Famelica,lo stesso male che affligge la Terra. La ragazza, nascendo in un epoca tecnologicamente avanzata, ma fredda e cementificata, dove tutt’intorno ormai è rappresentato da strade e palazzi, è costretta, per sopravvivere, a vivere sopra un albero: l'unico albero rimasto nel pianeta.
C’è solo una cosa che ricorda ancora le sembianze naturali terrestri: un ‘enorme montagna di ghiaccio che sovrasta la megalopoli.
All’ improvviso però arriva un ragazzo nella vita di Eyja: uno straniero che si chiama Akin. Infatti i popoli dell’ Impero Artico Unito, sono suddivisi in aree, catalogati come merce di un supermercato e impiegati come scopo finale, al lavoro.
Ma Akin ha un segreto ed è stanco: stanco di sottostare alla Grande Catena di Montaggio alla quale la sua vita, come quella degli altri, deve dare conto..
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